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domenica 22 agosto 2010

Dal Messaggero: la tregua olimpica

Valerio Di Vincenzo
di PAOLO SINIBALDI


PESCARA – L'idea è tanto semplice quanto originale. Ma è allo stesso tempo molto ambiziosa e osteggiata: promuovere un periodo di sospensione dei conflitti in concomitanza con la celebrazione dei Giochi Olimpici. Il progetto è della Fondazione Olos sta realizzando il progetto Ekecheiria 2010, con l'occhio rivolto alle Olimpiadi giovanili in svolgimento a Singapore, la tregua olimpica torna alla ribalta dopo l'episodio clamoroso avvenuto nelle gare di taekwondo, in cui l'iraniano Soleimani si è rifiutato di combattere in finale contro l'israeliano Haimovitz. Il patron di questa idea è il 55enne pescarese Valerio Di Vincenzo: “La tregua olimpica, la mitica ekecheiria dell’Antica Grecia, non è mai stata rispettata più di tanto dall’umanità e dai potenti di ogni epoca. Non tutti hanno memoria del fatto che quest’anno, l’avvio dei Giochi invernali di Vancouver, ha coinciso con la grande offensiva contro le roccaforti talebane in Afghanistan. I generali di Obama non hanno ritenuto di avvisare il loro presidente, Nobel della Pace, di questa sconveniente coincidenza. Eppure dal 1992 il Comitato Olimpico Internazionale, in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente di osservare la tregua olimpica. L’idea di poter sospendere - anche per un breve periodo - i conflitti armati e quella di veicolare il messaggio attraverso lo sport è un modello di comportamento che impegna moralmente la maggioranza dei Governi con risultati ancora deludenti visto che, anche nel 2008, mentre il mondo guardava ai suggestivi cinque cerchi nel cielo sopra Pechino, i carri armati russi facevano strage di civili georgiani”. Ma il vero obiettivo sono i Giochi Olimpici di Londra 2012, forti di una battaglia che per quella data sarà stata sicuramente più digerita – speriamo - dai potenti. Per tutte le info, è possibile cliccare su www.tregua.org.

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