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lunedì 24 settembre 2012

PALLANUOTO: E' LA FINE?


Tira una brutta aria in seno alla pallanuoto pescarese, o meglio in seno al Pala-Pallanuoto delle Naiadi, perché in fondo la questione ruota tutta intorno a questa mastodontica struttura molto difficile da gestire. In sintesi: la riapertura dell’impianto e di tutte le attività al suo interno era prevista per il 10 settembre, ma il gestore delle Naiadi Luciano Di Renzo ha deciso di tenere le porte chiuse a tempo indeterminato, provocando così lo stop totale di tutte le categorie in particolare giovanili, e forse – lo vedremo – anche della prima squadra. Motivo: il Pala-Pallanuoto costa troppo, impossibile tenerlo aperto. Riflessione: fermare la pallanuoto è preoccupante, a livello agonistico ma anche sociale e educativo, perché oltre 200 ragazzi tesserati restano a casa o chissà dove, interrompendo anche un percorso sportivo che così di rischia di essere gettato nel cestino. I genitori sono in rivolta e cercano una difficile trattativa per far tornare Di Renzo sui suoi passi. Di Renzo a sua volta ha chiamato in causa anche il disinteresse della classe politica, che invece ha replicato ricordando che a sua tempo ha concesso la gestione delle Naiadi a cifre quasi gratuite. Un caos, insomma. Ma l’altra società pescarese di pallanuoto, la Bustino, sottolinea che non è vero che la pallanuoto sta morendo, che c’è sempre la possibilità di convogliare i giovani atleti presso di essa. Al Pala-Pallanuoto o altrove? Ecco che torna tutto a ruotare attorno al “mostro” ubicato sulla strada-parco.




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